Italia

Le mani alzate

di Marilena Carraro

 

Le mani alzate verso Te Signor,
per offrirti il mondo.
Le mani alzate verso Te Signor,
gioia in me nel profondo.

Guardaci Tu Signore, siamo tuoi,
piccoli siam davanti a Te.
Come ruscelli siamo d’acqua limpida,
semplici e puri innanzi a Te.

Guardaci Tu Signore, siamo tuoi,
sei Via, Vita e Verità.
Se ci terrai la mano, nella mano,
il cuore più non tremerà.

Formaci Tu Signore, siamo tuoi,
nulla noi siamo senza te.
Fragili tralci uniti alla Tua vita,
fecondi solo uniti a Te.

Riempici Tu Signore, siamo tuoi,
donaci Tu il Consolator.
Vivremo in Te Signor della tua gioia,
daremo gioia al mondo inter.

Usaci Tu Signore, siamo tuoi,
nulla possiamo senza Te.
Nel nome Tuo potremo far prodigi,
nulla potremo senza Te.


La Chiesa comprende i suoi figli come una madre: conosce i loro slanci di fede e i momenti di dubbio e di aridità, le loro qualità e anche le debolezze insite alla natura umana. Per questo nella preghiera liturgica suggerisce invocazioni di lode, di grazie, di richiesta d’aiuto e di perdono… Ogni giovedì nella preghiera del mattino, all’inno delle Lodi, invita il Popolo di Dio a rivolgersi al Padre con queste parole: “Al sorgere della luce ascolta o Padre santo, la preghiera degli umili: dona un linguaggio mite… donaci occhi limpidi… donaci un cuore puro, fedele nel servizio ardente nella lode”.

Davvero senza l’aiuto di Dio non siamo tanto semplici e tanto puri… da poterci definire “ruscelli d’acqua limpida” come recita il canto, «Non c’è infatti sincerità né amore, né conoscenza di Dio nel paese» (Os 4,1), diciamocelo! Eppure il testo le mani alzate riesce a farci rivolgere a Lui con lo sguardo limpido e trasparente di un bambino.

Fedeli perché Egli è fedele «Quando dicevo: “Il mio piede vacilla”, la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto» (Sal 94,18); puri perché Egli è puro: «“Ohimè! Io sono perduto, perché un uomo dalle labbra impure io sono e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io abito; eppure i miei occhi hanno visto il re, il Signore degli eserciti”. Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato”» (Is 6, 5-7); fecondi solo se uniti a Lui come i tralci alla vite (cf. Gv 15); santi per chiamata perché Egli, il Signore Dio nostro è santo e in Cristo Gesù ci ha santificati (cf. 1Cor 1,2). 

Coscienti che la santità viene da Colui che è tre volte Santo (cf. Is 6,3), abbiamo l’audacia di alzare le mani al cielo e come il sacerdote ordinato offre il pane e il vino perché divengano il Corpo e il Sangue di Cristo, così anche i cristiani, sacerdoti per il battesimo ricevuto, offrono a Dio se stessi e il mondo intero, piccoli doni che accompagnano la grande offerta del Figlio di Dio, Cristo Gesù: “Accogli, Signore, i nostri doni in questo misterioso incontro tra la nostra povertà e la tua grandezza: noi ti offriamo le cose che ci hai dato, e tu donaci in cambio te stesso” (Dalla liturgia).


Dalle parole alla Parola

Ruscello. A mano a mano che il ruscello si allontana dalla fonte, accumula sassi e detriti che rallentano il viaggio dell’acqua verso il mare. Il mio ruscello a quali ciottoli è così affezionato da non permettere che la limpidezza della fonte giunga al mare?

Mano. La mano del bimbo stretta dentro la mano del genitore, le mani di una coppia prese l’una nell’altra, le mani che offrono solidarietà e fraternità: tutte esperienze umane che danno serenità e sicurezza. Mi ricordo della paternità di Dio e della sua responsabilità nei miei confronti allungandogli la mano in ogni attimo del mio vivere?

Tralci. I tralci che non portano frutto vengono tagliati dalla vite e gettati nel fuoco. Sono i tralci che, sottraendo linfa vitale ai tralci buoni della vite, si diramano qua e là in una esistenza senza scopo. Enumero i doni che Dio mi ha fatto e mi chiedo come li sto usando: ne tengo conto? Li metto a frutto solo per me stesso, per i miei familiari o vado oltre l’orizzonte vicino?


Preghiera

Le nostre mani sono innalzate a te, o Padre, insieme alle mani del sacerdote che offre il pane e il vino perché Cristo resti in mezzo a noi. Alla grande offerta del tuo Figlio uniamo la nostra piccola offerta di figli adottivi. Ti preghiamo di guardarci con amore, di renderci puri e santi, degni di appartenerti. Amen



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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