Italia

Se m'accogli

di Barbara Danesi

 
Se m'accogli

Tra le mani non ho niente,
spero che mi accoglierai
chiedo solo di restare accanto a te.
Sono ricco solamente dell'amore che mi dai
è per quelli che non l' avuto mai.

Se m'accogli mio Signore
altro non ti chiederò
e per sempre la tua strada,
la mia strada resterà,
nella gioia, nel dolore,
fino a quando tu vorrai
con la mano nella tua camminerò.

Io ti prego con il cuore,
so che tu mi ascolterai
rendi forte la mia fede più che mai.
Tieni accesa la mia luce
fino al giorno che tu sai,
con i miei fratelli incontro a te verrò.

Se m'accogli mio Signore...


Molte volte noi cristiani ragioniamo con la mentalità del mondo, che chiede di essere forti, ricchi, vincenti e crediamo, che anche Dio agisca così con noi. Pensiamo di stare vicino a Lui solo se la nostra vita è piena. No, Dio ci accoglie e ci aspetta anche quando siamo molto poveri, quando le nostre mani sono vuote, ma proprio perché vuote, aperte verso Lui, libere per accogliere i suoi doni. Il Padre misericordioso di cui narra il Vangelo di Luca non cessa di attendere, giorno e notte il figlio che ritorna proprio a mani vuote, avendo sprecato tutti i suoi beni. «Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa» (Lc 15, 20 b-24).

Dio ci accoglie sempre perché vuole realizzare opere meravigliose nella nostra vita, oggi, domani, anche se non abbiamo nulla da dargli in cambio.

Dio ha solo bisogno che ci fidiamo di Lui e ci mettiamo alla sua sequela. Dio non ha bisogno di cose, ma ha bisogno dell’uomo.

Scrive Origene: È l’uomo interiore che ha in sé qualcosa da offrire a Dio. Cosa, dunque, Dio vuol ricevere da noi? Ascolta ciò che dice la Scrittura: Ora, Israele, che cosa ti chiede il Signore tuo Dio, se non che tu tema il Signore tuo Dio, che tu cammini per tutte le sue vie, che tu l’ami e serva il Signore tuo Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima? (Dt 10,12). Ecco ciò che Dio chiede da noi”.

Se diamo a Dio la nostra disponibilità, sarà lui, con il suo amore, a renderci ricchi e a far nascere in noi il desiderio di amarlo a nostra volta e di seguirlo.

Sarà il suo amore a far sbocciare la nostra vita, permettendoci di portare frutto. Gesù nel Vangelo di Giovanni invita a rimanere in Lui perché anch’egli possa rimanere in noi. «Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me» (Gv 15,4). Solo dentro questa reciproca appartenenza di Gesù e dei suoi discepoli, è possibile crescere nell’amore e nella fede.
Andiamo pure dinanzi a Dio con le nostre mani vuote, ma con il cuore aperto, disposto ad accogliere l’amore di Dio e così ciascuno sarà come «albero piantato lungo corsi d'acqua, che dà frutto a suo tempo: le sue foglie non appassiscono e tutto quello che fa, riesce bene» (Sal 1,3).


Dalle parole alla Parola

Niente. Il niente richiama il buio, la notte, la mancanza. Dio sa trasformare il niente dell’uomo in vita per sé e per gli altri. Ho fatto esperienza nella mia vita dell’amore di Dio che mi accoglie nella mia pochezza, anche nel mio peccato?

Ricco. «Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote» (Lc 1,53). Dio sfama i poveri, li fa ricchi del suo amore, mentre rende deboli coloro le cui mani sono piene. Credo che, ogni giorno, Dio mi rende ricco della sua presenza, della sua cura, della sua bontà? Mi sento ricco di Dio o cerco solo la ricchezza materiale?

Fede. Credere è vivere per sempre, anche dopo la morte. È la fede che permette di camminare anche al buio, di cercare sempre una luce per non smarrire la strada sino al Paradiso. Credo che la mia vita fisica è solo una tappa della vita che in Dio durerà per sempre, in eterno?


Preghiera

L'anima mia ti magnifica, Signore, perché hai guardato la povertà della mia vita, una piccola ciotola disponibile ad essere riempita dal tuo amore. Benedici i miei desideri di bene e perdona i tempi del peccato. Insegnami a non riempirmi delle cose del mondo, ma a fare spazio a Te e ai fratelli che cercano riparo e accoglienza. Amen.



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Tutti i testi sono presi da: Meditare Cantando, ISG Edizioni e Effatà Editrice, 2010

 
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