Sorella defunta

sr Carlapaola

Onesima Bellini

 
Nella serata di ieri, 10 ottobre 2019, il Signore ha improvvisamente chiamato nella sua Casa


di anni 96.

Era nata a Roveredo di Guà (Verona, diocesi di Vicenza) il 16 aprile 1923 ed era entrata nella famiglia elisabettina nel 1948.

Dotata di abilità nell'arte del taglio e del cucito, dopo la professione, avvenuta nel 1950, fu inviata ad esprimere la missione elisabettina nell'insegnamento di quest’arte alle giovani in varie strutture e comunità parrocchiali: a Padova – asilo San Carlo, istituto Santa Caterina, patronato al Carmine -; a Catanzaro nell'asilo “Samà”. Fu anche al collegio “Vendramini” a Pordenone e all’Istituto Bettini a Ponte di Brenta- Padova. Concluse questa attività al pensionato “Domus Laetitiae” a Padova-Arcella nel 1967, si dedicò con passione e professionalità come sarta e guardarobiera nel preventorio “Ca’ Falier” – Asolo (Treviso), nell’Istituto Esposti a Padova, nella casa di cura “Villa Serena” a Catanzaro e, per un lungo periodo, nella casa di cura “Morelli” a Roma (1972-1990).

Successivamente fu guardarobiera nelle strutture della famiglia elisabettina: all’Istituto “Regina Mundi” a Cavallino (Venezia), nella comunità “San Francesco” a Roma, nella comunità “Santa Elisabetta” in Casa Madre.

Quando, nel 2013, gli acciacchi di cui da tempo soffriva si fecero più acuti, fu accolta nell’infermeria di Casa Madre e nel 2017, insieme alle altre suore ammalate, fu trasferita nell’infermeria “Beata Elisabetta” a Taggì di Villafranca.

La malattia la provò in modo significativo e suor Carlapaola lentamente, con qualche fatica, si andò consegnando al Padre.

La ricordiamo come sorella generosa e competente nel dare risposta a quanto ciascuna le chiedeva, assidua nella preghiera e partecipe della vita fraterna pur nella sua riservatezza.

L’accompagniamo con la nostra preghiera di suffragio nel suo ingresso nel regno della luce che non conosce tramonto.

Siamo grate a tutte le persone che l’hanno assistita e curata con amore soprattutto nei momenti più difficili della sua malattia.


 
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