suor Rosaugusta

Suore elisabettine

Matilde Pol


 
Nella notte di oggi, 6 maggio 2026,
è ritornata alla Casa del Padre la nostra cara sorella



suor Rosaugusta Matilde Pol

di anni 89.


Apparteneva alla comunità "Beata Elisabetta" di Taggì di Sotto.

Era nata a Spresiano (Treviso) il 27 marzo 1937 ed era entrata nella famiglia elisabettina nel 1954; nel 1957 aveva fatto la prima professione.

Visse la missione elisabettina con passione per le persone ammalate e fragili alle quali donava il meglio di sé nascondendolo a volte dietro un carattere rude, ma schietto e trasparente.

Dopo un anno accanto ai minori del preventorio di Col Perer (Belluno), fu avviata a prepararsi professionalmente come infermiera all’ospedale maggiore di Trieste e poi in quello di Pordenone.

Fu quindi caposala all’ospedale “Giustinian” a Venezia, alla casa di riposo “Varini” a Orselina in Svizzera e all’ospedale per emigrati italiani a Londra (Inghilterra), in queste due comunità fu anche superiora.

Conclusa l’esperienza di Londra, fu a Pordenone per una preparazione anche come assistente sanitaria; quindi fu trasferita a Catanzaro, nella comunità ospedaliera “Sant’Antonio” in servizio all’ospedale Madonna dei Cieli, poi a Venezia-Lido nella comunità ospedaliera “E. Vendramini” in servizio, da pendolare, al ricovero “San Lorenzo”, ultima tappa della sua presenza come infermiera in Italia.

Nel 1986 partì missionaria per il Kenya, dapprima inserita nella comunità parrocchiale di Gatarakwa (Nyeri), dove la sua competenza di infermiera donava sicurezza ai numerosi ammalati della parrocchia e come superiora della comunità appena aperta.

Trasferita poi a Kahawa West, periferia di Nairobi, nella comunità del noviziato, per circa dieci anni mise tutta la sua passione e competenza nel dare inizio al dispensario parrocchiale che fece crescere fino a diventare un moderno poliambulatorio, con diverse specialità, in modo che i poveri che vi affluivano trovassero accoglienza e risposta ai loro molteplici bisogni.

È stata vera madre per i malati della zona, soprattutto quelli affetti da aids, che andava a incontrare nelle loro abitazioni e dai quali, diceva, di essere continuamente ispirata per una conversione personale sempre più profonda.

Partecipe attiva e vivace della comunità di noviziato, amava spronare le giovani all’amore verso i poveri e all’arte della vita fraterna, contagiandole con il suo senso dell’humor e la sua risata contagiosa.

Nel 2008 passò nella nuova comunità di Mugunda (Nyeri), dando impulso all’assistenza sanitaria per tutto il territorio.

Nel 2015 giunse il tempo del rientro in Italia, a causa della salute che andava deteriorandosi, ma con il cuore sempre premuroso. Qui fu sorella e compagna accanto alle ammalate dell’infermeria di Casa Madre e poi delle signore anziane nella casa di riposo “Santa Elisabetta” di Peschiera.

Passò infine nella comunità “Beata Elisabetta” a Taggì di Sotto (2017), dove nei primi mesi del 2026 fu visitata da una malattia che si presentò subito importante.

In questi ultimi giorni si andò aggravando e, assistita continuativamente dalle sorelle della sua comunità e dal personale dell’infermeria Beata Elisabetta, andò serenamente incontro al Signore subito dopo la mezzanotte di oggi.

Le tante persone da lei assistite e amate le andranno sicuramente incontro e la accompagneranno tra le braccia del Signore da lei amato e servito con generosa dedizione.

A loro anche noi ci associamo a queste con la preghiera di suffragio, riconoscenti per quanto ci ha donato.

Il Signore l’abbia nella sua pace per sempre.



 

Esci Home