L'Icona

Assemblee e Capitoli

Il significato dell'Icona


ICONA DELL'ASSEMBLEA





1. L’Incontro sulla riva
“Come Gesù passeggiava lungo il mare di Galilea, vide...” (Mt 4,18)
La nostra vocazione è iniziata nel ritmo quotidiano delle nostre vite. Proprio come Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni, Gesù ci ha incontrate mentre “riparavamo le reti”, impegnate con i nostri piani, programmi e sicurezze umane.
La grazia si basa sulla natura. L’invito di Gesù non distrugge ciò che siamo; ci riedifica. Quando chiamò i pescatori, l’invito fu gratuito, ma richiese una risposta immediata e radicale. Lasciarono le reti non perché il loro lavoro precedente fosse inutile, ma perché incontrarono una Persona che offriva loro una pienezza più profonda.
Mentre riflettiamo sulla vita delle delegate, dobbiamo guardare alla nostra “spiaggia”: dove tutto è iniziato, dove Gesù ci ha incontrate, dove abbiamo lasciato famiglia, reti, tutto perché lo amavamo. La prontezza con cui i primi discepoli seguirono ci ricorda che una risposta autentica a Gesù richiede di uscire dai nostri “cubi ordinari”, dai vecchi abiti, dalle vecchie abitudini, dagli agendas personali e dai mentalismi rigidi, per abbracciare la sua nuova chiamata.

2. Vivere il Carisma: “Condividere l’Amore Misericordioso di Dio Padre”
Condividere l’Amore Misericordioso di Dio Padre è il cuore pulsante del vostro Carisma. Ma come renderlo reale e attuale?
La misericordia non è un concetto astratto; è una realtà relazionale. Nel contesto della comunità e della missione di oggi, condividere la misericordia paterna significa creare spazi per la vulnerabilità degli altri.
• La misericordia non è uniforme: Gesù non ha avuto un approccio “taglia unica”. La sua manifestazione a Simon fu diversa da quella a Giovanni o Maria Maddalena. Egli li conosceva profondamente e camminava al loro ritmo.
• Il pericolo del confronto: nella vita religiosa contemporanea, spesso cadendo nella trappola dell’uniformità, confrontiamo i nostri cammini spirituali, il nostro lavoro e i nostri ritmi con quelli delle sorelle.
Quando interferiamo con il modo unico di una sorella di abbracciare Gesù, interferiamo con la libertà dello Spirito Santo. Condividere l’Amore misericordioso del Padre significa accettare che Dio ha un cammino covenantale distinto e personalizzato con ciascuna sorella nella comunità.

3. La Chiamata (Gettarsi in profondità)
Scrittura: “Metti in mare le reti per la cattura” (Lc 5,4)
La superficialità è il più grande nemico della vita religiosa contemporanea. È facile restare sulla riva, vivere una spiritualità di routine, adempiere i doveri meccanicamente e mantenere rapporti con Gesù e le sorelle confortevoli ma superficiali. La superficialità ci impedisce di beneficiare della nostra vocazione.
Il bisogno di una vita fraterna accompagnata, di collaborazione, di condivisione e ascolto reciproco, è uno spirito di compagnia. Abbiamo bisogno degli altri per aiutare la nostra canoa a raggiungere il raccolto completo, per coloro che il Signore ha scelto e inviato a noi, e per il futuro della nostra delegazione. Il nostro futuro dipende dall’attenzione di oggi a Gesù, dalla nostra autentica scelta che risponde ai bisogni del tempo.
Gettarsi in profondità richiede fiducia in colui che ci guida, umiltà, fermezza nel rischiare per amore dell’altro. Le giustificazioni rivelano una paura profonda dentro di noi, orgoglio, attaccamento, ecc. Tuttavia, la confessione di Pietro “Signore, sono un peccatore” è lo spirito di umiltà che riconosce la nostra fragilità, debolezza e inclinazione, e che ci rende bisognose della grazia di Gesù. I nostri pezzi rotti hanno bisogno del tocco di Gesù. Come famiglia, dobbiamo riconoscere che siamo fragili, deboli e peccatrici e che non possiamo farcela da sole. Abbiamo bisogno gli uni degli altri, abbiamo bisogno di Gesù.
Temiamo e restiamo sulla riva; temiamo il costo della nostra vocazione, i nuovi orizzonti, i nuovi ministeri, la nuova vulnerabilità spirituale. Dubitiamo di Gesù, e ancor peggio, dubitiamo di noi stesse.
Come Pietro, potremmo dire: “Signore, abbiamo lavorato tutta la notte e non abbiamo preso nulla.” Lavorare sulla riva della nostra forza porta all’esaurimento spirituale e al vuoto. Finché non gettiamo in profondità, lavoriamo invano.

4. Radicati per affrontare il Vento: Spiritualità per il Cammino
Entrando in questa fase più profonda di riflessione all’interno dell’Istituto, l’invito è a coltivare una spiritualità di acque profonde.
“Gli alberi con radici profonde non hanno bisogno di temere il vento.”
Nel nostro mondo contemporaneo, i venti del secolarismo, dell’individualismo e delle tensioni comunitarie soffieranno. Se le nostre radici sono superficiali, aggrappate solo alle strutture esteriori della vita religiosa, ci dondoleremo con ogni conflitto o dubbio. Ma se le radici sono saldamente ancorate nell’amore misericordioso del Padre, stremo salde.


 

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