Wanda Friso
Nella mattinata di oggi, 14 settembre 2026, nella festa della Esaltazione della Santa Croce, il Signore ha chiamato a sé la nostra sorella

suor Mariassunta Wanda Friso,
di anni 99.
Apparteneva alla comunità dell’Infermeria “Beata Elisabetta” di Taggì di Sotto.
Nata a Maserà (Padova) il 23 febbraio 1927, era entrata nella famiglia elisabettina nel 1951 e aveva fatto la professione religiosa nel 1953.
Diplomata infermiera caposala, fu accanto alla persona ammalata o anziana per lunghi anni esprimendo la missione elisabettina nella cura della persona sofferente con passione e competenza.
La troviamo a lungo nelle corsie dell’ospedale di Padova e poi all’ospedale “Busonera” fino al 1980. Successivamente fu infermiera delle ospiti di Casa “Vendramini” a Padova e dal 1989 per tre anni, anche come superiora della comunità, al ricovero “Breda” a Ponte di Brenta-Padova.
Concluso il servizio e ritirata la comunità, suor Mariassunta fu trasferita nella comunità a servizio dell’I.R.A (Istituzioni Riunite di Assistenza, oggi AltaVita IRA) in via San Giovanni di Verdara a Padova, dove espresse il ministero di consolazione, ministero vissuto per diversi anni anche dopo il ritiro della comunità (1996), come pendolare al Centro diurno Casetta Michelino, dalla comunità di San Carlo, prima, e poi dalla comunità soggiorno “E. Vendramini” in Arcella-Padova.
Nella comunità soggiorno visse poi il tempo del riposo, come elisabettina “orante” e dedicandosi anche a un servizio di portineria.
La malattia la visitò nel 2020 e così si rese necessario il suo trasferimento nell’infermeria “Beata Elisabetta” a Taggì di Sotto (Padova). Qui suor Mariassunta accolse con gradualità i limiti imposti dagli acciacchi che andavano accentuandosi, lei che era un tipo intraprendente e autonomo, conservando tuttavia il suo senso umoristico.
Nel giorno in cui la Chiesa celebra l’esaltazione della Santa Croce, suor Mariassunta ha incontrato il Signore nella pienezza della rivelazione, partecipando così alla gloriosa trasfigurazione pasquale di ogni sofferenza.
Noi l’accompagniamo con la preghiera di suffragio con gratitudine per il grande bene da lei fatto a tante persone, perché possa godere il premio della gioia senza fine,
Siamo grate alle consorelle e al personale per la cura con cui hanno accompagnato questa sorella al grande Incontro.
Diplomata infermiera caposala, fu accanto alla persona ammalata o anziana per lunghi anni esprimendo la missione elisabettina nella cura della persona sofferente con passione e competenza.
La troviamo a lungo nelle corsie dell’ospedale di Padova e poi all’ospedale “Busonera” fino al 1980. Successivamente fu infermiera delle ospiti di Casa “Vendramini” a Padova e dal 1989 per tre anni, anche come superiora della comunità, al ricovero “Breda” a Ponte di Brenta-Padova.
Concluso il servizio e ritirata la comunità, suor Mariassunta fu trasferita nella comunità a servizio dell’I.R.A (Istituzioni Riunite di Assistenza, oggi AltaVita IRA) in via San Giovanni di Verdara a Padova, dove espresse il ministero di consolazione, ministero vissuto per diversi anni anche dopo il ritiro della comunità (1996), come pendolare al Centro diurno Casetta Michelino, dalla comunità di San Carlo, prima, e poi dalla comunità soggiorno “E. Vendramini” in Arcella-Padova.
Nella comunità soggiorno visse poi il tempo del riposo, come elisabettina “orante” e dedicandosi anche a un servizio di portineria.
La malattia la visitò nel 2020 e così si rese necessario il suo trasferimento nell’infermeria “Beata Elisabetta” a Taggì di Sotto (Padova). Qui suor Mariassunta accolse con gradualità i limiti imposti dagli acciacchi che andavano accentuandosi, lei che era un tipo intraprendente e autonomo, conservando tuttavia il suo senso umoristico.
Nel giorno in cui la Chiesa celebra l’esaltazione della Santa Croce, suor Mariassunta ha incontrato il Signore nella pienezza della rivelazione, partecipando così alla gloriosa trasfigurazione pasquale di ogni sofferenza.
Noi l’accompagniamo con la preghiera di suffragio con gratitudine per il grande bene da lei fatto a tante persone, perché possa godere il premio della gioia senza fine,
Siamo grate alle consorelle e al personale per la cura con cui hanno accompagnato questa sorella al grande Incontro.
Stampa Epigrafe